La chirurgia robotica è ormai una realtà per il trattamento delle malattie del rene e della prostata, anche se quello che conta è sempre il chirurgo che dirige il robot. Ne ho avuto la prova durante un’altra collaborazione effettuata nel Centro oncologico di Sesto Fiorentino, dove insieme al Dott. Gavazzi e al Dott. Arben abbiamo eseguito un importante intervento su una malformazione del rene di un ragazzo riuscendo con un intervento in laparoscopia robotica a salvare l’organo del paziente.
Se non riconosciute per tempo queste malformazioni congenite possono compromettere la funzionalità del rene in modo irrimediabile e a volte sono operazioni molto difficili per la vicinanza a strutture vascolari fondamentali che devono necessariamente essere rispettate. Ecco perché la chirurgia laparoscopica è particolarmente indicata perché mini-invasiva e perché gli ingrandimenti con la telecamera consentono di vedere dettagli minimi; inoltre se il robot assistito migliora ancora i risultati è perché vengono agevolati i movimenti intra-operatori nella realizzazione di suture difficili per la vicinanza a strutture vascolari importanti.

Nelle foto vediamo la preparazione del robot e il suo utilizzo mentre nelle immagini chirurgiche vediamo la pelvi renale malformata compressa dai vasi renali primari e dopo la sua ricostruzione perfetta senza toccare i vasi.



