Dottor Ferrari,
(…) colgo, a una settimana circa dalle dimissioni, l’occasione di scriverle due righe… due perché non voglio farle perdere tempo che lei dedica con tanta passione al recupero del bene delle persone.
Voglio ringraziarla con tutto il cuore per aver curato la salute ‘urologica’ di mia moglie.
Il suo operato è stato impeccabile ed è stato l’ammirazione non solo nostra, ma anche di mio cognato, il quale nutre per lei la massima considerazione, sia come persona che come chirurgo/dottore.
Noi ci allineiamo alle opinioni di nostro cognato!
La scelta di mettersi nelle sue mani non poteva essere migliore da parte nostra.
Di nuovo grazie!
Mi trovo incapace di ripagarla come meriterebbe. So però che lei cammina nella stessa fede, la cattolica.
Ebbene, garantisco che la ricorderò sempre nelle mie preghiere di aspirante diacono permanente perché Dio la mantenga a tempo ‘indeterminato’.
M e S